"Tre Cedri del Libano piantati a San Lazzaro degli Armeni", gennaio 2008
"Three Cedars of Lebanon planted in S. Lazarus of Armenians island", january 2008
Fare toccare agli alberi il mare è uno stato d'animo poetico perché le loro radici hanno sempre vissuto in altezza come simbolo divino, hanno sognato dell'inizio dei secoli di toccare l'acqua....
Il mondo che ti ha accolto, ha aperto le braccia per te, ha visto il tuo primo sorriso, il tuo primo sguardo verso il cielo che ti ha lanciato nel mondo come un seme, come un mazzo di incenso.
Piantati in un giorno dove la nebbia dava un'atmosfera mistica, sembrava una superficie sopra il mare anonimo pieno di misteri, dando tanto forza dalla terra alle radici fragili dei cedri, che cresceranno in altro posto vicino ad un ulivo proveniente da Gerusaleme, sulla facciata del monastero degli Armeni, contemplando migliaia di tramonti.
E domani per gli alberi è un inizio di un altro secolo di altri sogni...
The trip of cedar trees to Armenian's island in Venice lagoon is a internal journey, inside unknown interior places, going in exile.
They ventured out to difficulties of the sea: touching between trees and sea is a poetic state of mind. The roots of cedars had dreamt for ages to touch water...
The world welcomed you, with arms open wide, it saw your first smile, your first look at sky which threw you into the world like a seed, like a bunch of incense.
The day when I planted them was foggy, in a mystic atmosphere: the island was a surface over an anonymous sea full of mistery that will give to these frail trees the power to grow, near a olive tree coming from Jerusalem, in front of Armenian monastery, admiring thousands of sunsets.
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