E ti ho lasciato bruciare


Nel bozzolo,
nelle radici,
sdràiati sull'erba!
Rùmina i mari e i cieli!
Addestra la quercia!
Il sogno nelle voci autunnali
accompagna il battello...
I fogli sonnolenti
emigrano.
Muori da eroe!
Tu sei l'erba inaridita,
Liscia le lettere del flauto!
Ingoia abeti e cipressi!
Corone di fiori,
le vene
si addormentano e si svegliano,
fanno danzare i fantasmi...


E ti ho lasciato bruciare.
Tu sei la coscienza,
la raucedine dell'incenso.
Si trascina la fiaccola;
un cenno di una giacca sbiadita:
e il silenzio l'affanno di un delitto.
S'involano i semi volteggianti,
piantano i bimbi sugli alberi...

Nel bozzolo,
nelle radici!
Cadono le pietre.
Cella di pietra,
i viaggi della notte,
dondoli di un roveto,
fronte di ghiaccio,
fantasmi dei passanti,
anello affamato.
Cadono le pietre!
Piantano le doglie un ramo,
pianta un viso i cantici,
impasta il sale e piange Gerusalemme...

Nel bozzolo,
nelle radici,
l'ombra di una capanna
cade
come la neve!

Nel bozzolo,
nelle radici,
le stelle mettono le foglie...
E il fuoco seppellisce
su una strada fangosa.
Recupera la camminata da bambino:
ceneri del fiume tremate!
Odore dell'embrione oscùrati!
Bàgnati nella tristezza!
Il prezzo delle dita nasce nella notte.
Si battezza il miele negli angoli del corpo!
Oh questa folle luce...
Camminavo tra le mie mandibole una preda,
mi consulto con il prossimo testamento;
e ho sentito la culla improntare
emanare un suono e dimettersi.

Nel bozzolo,
nelle radici!
Archi della sera,
cumulo nuovo,
cascata annegata nelle promesse di settembre
rumoreggia con l'utero del selvaggio,
l'amarezza delle ali.
L'odore del giglio
suona le campane;
si sbriciola la mia luna
tra il passaggio stretto;
un altro bosco,
un segno zingaresco,
dissipa la nebbia.
Una catasta di tempo
lancia il sole con un aeroplano di carta.
La nostra ombra fuori,
spia
tra le asole del vestito...

Nel bozzolo,
nelle radici!
Respiri di legno,
una strada straripa spine,
è partito mille volte,
i suoi occhi arcano di luce.

Nel bozzolo,
nelle radici!
Ali illuminate
dalla terra.
Pietre nel lago
osano salmodiare.
Nel fato,
nel fondo dell'oceano,
mi riscalda lo scarabocchio dei tuoi fogli...
Sotto la grondaia della pioggia
e il dramma dello sfalcio,
piovono uccelli intossicati;
il sale verso il crepuscolo
nei rifugi delle città
scende dalle mie spalle,
corre dietro gli alberi,
dissoda la strada della finestra;
nelle ciocche dei miei capelli,
ti ho scelto mia corona,
mia anima spogliata tra le arcate.


LAURE KEYROUZ
26/09/2007

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