" Tre Cedri del Libano piantati a San Lazzaro degli Armeni ", gennaio 2008

" Three Cedars of Lebanon planted in S. Lazarus Armenian island ", January 2008


Descrizione in italiano

Il viaggio degli alberi di cedro all'isola degli Armeni è un viaggio interiore, dentro i luoghi interiori che nessuno le conosce, e porta con sè l'esilio. Dentro una borsa hanno viaggiato i tre piccoli cedri, di cui uno è un albero gemello, ricchi di simboli di eternità, di sfida al tempo5, potendo raggiungere anche più di 2000 anni di età. Alberi con cui i Fenici hanno fatto le loro barche: davanti a loro il mare seducente e dietro le montagne. Lì hanno iniziato l'avventura di affrontare le difficoltà del mare: fare toccare agli alberi il mare è uno stato d'animo poetico perché le loro radici hanno sempre vissuto in altezza come un simbolo divino, hanno sognato dell'inizio dei secoli di toccare l'acqua e l'hanno fatto entrando dentro la grotta di Kadisha, sempre nel nord del Libano dove sorge il fiume di Kadisha, fiume della valle santa, su queste montagne respirando la purezza della neve e guardando sempre il sole che sorge dall'oriente...

E ora nell'inverno 2007-2008 hanno ancora il sogno di emigrare con me, verso un isola, viaggiando con l'aereo come una qualunque persona partendo da Beyrut a Budapest e da Budapest a Venezia il 5 gennaio, dentro una borsa e con una valigia in mano: perché no?
Perché il mondo ti ha accolto, ha aperto le braccia per te, ha visto il tuo primo sorriso, il tuo primo sguardo verso il cielo che ti ha lanciato nel mondo come un seme, come un mazzo di incenso.
Perché non può viaggiare con te in un mondo contemporaneo molto vago e dispersivo (mi ricordo il mio primo libro di poesie scritto su un uccello che prima di lasciare il mondo, il suo corpo terrestre voleva portare dentro la valigia tutta la natura che ha amato: alberi, fiori ...)
Con questo viaggio arrivando a Venezia sono rimasti dentro il collegio (dove vivevano suore di clausura), nascosti dietro una colonna, stranieri a questa città ossessionata da una passione verso il lasciarsi andare alla contemporaneità, per vedere con cosa esiste dietro le montagne, per seguire la passione delreincontro dentro l'isola...

Tre piccole cedri che vedono il mare per la prima volta: è il mio richiamo a loro a non abbandonarmi, a creare un micro-paese dovunque andiamo, un grido di gioia, un salto del cuore con l'aurora, per poi essere piantati immigrati in un 'altro posto, dove il sole dell'oriente non griderà, dove la neve non canta più. Un abbraccio al cielo, un esilio, per gli innamorati della purezza, per gli orfani...
Da quando i cedri piantati avevano delle ali per viaggiare? Per portare dentro le radici un sangue che scorre dai fiume di purezza e ora dove verranno piantati troveranno sotto l'acqua salata del mare: cosa aspetta loro in questo viaggio? Dentro un isola di così tanta storia, isola che fino al IX secolo era destinata ai lebbrosi, e poi l'arrivo di Mechitar (1717) che fondò il monastero: anche i cedri quindi dentro il monastero, dentro il silenzio delle preghiere, immigrati, con una storia di una civilizzazione ricca di cultura: dal terzo millennio alla metà del primo millenio prima di Cristo, con un alfabetto già sviluppato dal quinto secolo6, e poi persecuzioni con l'arrivo degli turchi, massacri e l'esilio...

Piantati in un giorno dove la nebbia dava un'atmosfera mistica, che sembrava una superficie sopra il mare anonimo pieno di misteri, dando tanto forza dalla terra alle radici fragili dei cedri, che cresceranno in altro posto vicino ad un ulivo proveniente da Gerusaleme, sulla facciata dell'entrata al monastero degli Armeni, contemplando migliaia dii tramonti.

Come una barca che va e porta dentro l'uterus della culla alberi dei cedri del Libano, profumando ad oriente nella trasparenza orfica dell'acqua, portando uno spostamento spaesato a questi alberi.
E domani per gli alberi è un inizio di un altro secolo di altri sogni...

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English description

The trip of cedar trees to Armenian's island in Venice lagoon is a internal journey, inside unknown interior places, going in exile. These three little cedars -and one of them a doulbe plant like twins- travelled during winter in a bag from Lebanon, my country, to Italy (from Beyrut to Budapest and finally to Venice) by plane: they are 2000 years-old symbols of eternity, challengers against times. Phoenicians used to built ships with these trees; they lived in a country with the sea in front and the mountains behind. They ventured out to difficulties of the sea: touching between trees and sea is a poetic state of mind. The roots of cedars had dreamt for ages to touch water, and they did it living in Khadisha sacred valley, in the North of Lebanon, where run Khadisha river, in the mountains, where you can breathe the purity of snow and see always the sun rising from East.

And now, during winter, on 5th january, the cedars are dreaming again to emigrate with me: why not flying with the plane like a normal person?
The world welcomed you, with arms open wide, it saw your first smile, your first look at sky which threw you into the world like a seed, like a bunch of incense.
I remember my first poetic work, where the terrestrial body of a bird, before abandoning this world, would have taken in a suitcase all the nature it had loved during life: his trees, his flowers,...
So the cedars arrived in Venice, they stayed in the hall of residence, hidden behind a column, foreing in this obsessed city speeding toward contemporaneity, with the extreme desire to see behind the mountains and with the passion to meet again something on the island.

Finally, for the first time three little cedars meet the sea. I call back them to recreate a small country wherever I will go, with joyful shouts, with my heart skipping a beat on sunrise. I plant them in a foreign country, where the sun don't shout and the snow don't sing anymore. A hug to the sky, an exile, for who fall in love with pureness and for who is orphan.
How long have cedars had wings to fly? They take inside roots the blood of pure rivers and now, where they are living, they find salt sea water, in a age-old island rich of history: lazaret, persecutions, monastery,...

The day when I planted them was foggy, in a mystic atmosphere: the island was a surface over an anonymous sea full of mistery that will give to these frail trees the power to grow, near a olive tree coming from Jerusalem, in front of Armenian monastery, admiring thousands of sunsets.
Tomorrow they will begin to dream for ages...

 

 

 

 

 


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