Installation
in memory of Lebanon war during last summer - 2007
Fine Arts Institute in Venice
Original extended description (in italian language):
la memoria dell' ultimo lenzuolo funebre
il sepolcro della famiglia
un attico vuoto
l'usignolo della sera
i corpi delle spighe
e lei non ha paura
catturano la voce del golgota
e muore la guerra
all'interno della cascata...La potenzialtià del lavoro compiuto risiede nella rappresentazione della successione di fatti storici che riguardano una storia travagliata di guerra attuata attraverso la simbologia delle pietre usatre come relique.
Il culto delle reliquie si sviluppa in oriente seguendo la venerazione delle icone e simili, insieme alle credente popolari per tramandare i fatti visti o sentiti. Nasce nel VII secolo, quando si rinforza la storia dei monasteri e iniziano anche i miracoli di guarigioni in una successione senza fine, di cui rimangono le testimonianze delle persone e la devozione ai santi. Le pietre infatti in passato possono essere pensate come guanciali di santi ed eremiti in diverse grotte e monasteri.Queste pietre, trasformate dalla terra per essere usate nella costruzione di case che ora, durante la guerra, sono cadute sopra i propri abitanti, danno un intensa presenza nel paesaggio naturale attraverso un percorso di ricerca in luoghi di distruzione daneggiati dal tempo e dalle tempeste, finchè il segno grafico scavato dalla pioggia intensa e dal vento forte sembra creare mappe con zone di esilio, zona sicure, zone tranquille.
Le pietre rappresentano anche il ricordo delle persone e dei bambini morti nella guerra come martiri, con il desiderio di conservare tutto quello che rimane attraverso pietre reali e non attraverso la corporalità: una nuova immagine dell'uomo, intesa come anima e intuizione, dove le pietre trasformate in sculture viventi indicano nella visione quotidiana la volontà di chiudere con il passato senza più tornare indietro.L'altro simbolo è il barattolo in uso nei gabinetti anatomici, dove si possono conservare resti di scheletri sotto l'alcool. Cercando quindi di avvicinare la scienza anatomica alla realtà rappresentata dall'arte, con la trasformazione della magia dell'arte dell'umanità il pubblico può vedere cosa rimane delle persone rimaste soffocate da una guerra che rimane chiusa dentro dei barattoli perché anche qui non si ripeta più e rimanga come insegnamento della storia.
L'alcool ha questo effetto mistico di abbracciare e difendere tutti dall'ingiustizia e di rimanere sotto un effetto di estasi come inchiodata in una nuova dimensione di scultura con la costante ricerca dell'assoluto, con una fede quasi utopica nelle possibilita dell'arte. Siamo al centro di un opera dove il nucleo è l'esistenza umana e il problema della vita e della morte, e dove sembra che un sole di speranza sia caduto tra le spighe e le corone di spine dietro un filo di frontiera.e muore la guerra
aureola di spine
e giare di cana
fa danzare bolle di vita
il sepolcro del popolo...
I nuovi segni posti in una dimensione plastica spaziale definita con l'incisione delle pietre e con i barattoli sono un evoluzione del modo costruttivo che tende a sintetizzare tutti i fatti cronologici della guerra.
La tecnica usata lascia il lavoro aperto verso una certa speranza di cancellare tutte le nuvole grigie di distruzione e i determinati volumi collocati nella luce acquisita dalla foto di distruzione messa dietro la finestra, mette lo spettatore in colloquio diretto, come se noi che guardiamo fossimo le vittime della tragedia di guerra e meditiamo sulle memorie delle anime che aspettano la luce per brillare di nuovo.
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